Mi interessava aggiungere un effetto ombra (o drop shadow) a un’immagine nel modo più veloce possibile, preferibilmente senza tool grafici (ad es. Gimp fornisce un ottimo plug-in) e possibilmente da riga di comando. Mi sono così imbattuto in ImageMagick. Il tool offre due possibilità per ottenere l’effetto: si può usare il comando convert (ma vi confesso che ho trovato la sintassi un po’ troppo complicata) o si può usare montage.

Ho scelto questa seconda opzione. Il comando che segue applica l’effetto drop shadow al file immagine.png e crea un nuovo file shadow_immagine.png

montage immagine.png -background none -geometry +10+10 -shadow shadow_immagine.png

Questa è l’immagine prima del trattamento

Questa invece dopo

Se volessimo applicare l’effetto invece che a una singola immagine a un gruppo di immagini potremmo usare un ciclo for simile a questo

for i in *.png; do montage $i -background none -geometry +10+10 -shadow shad-$i; done

ImageMagick è una collezione di strumenti di una flessibilità e di una potenza veramente incredibili: può convertire, ridimensionare, modificare immagini e supporta decine di formati diversi.


Questo post ha la pretesa di dare al lettore una panoramica completa delle diverse soluzioni disponibili per trasformare la propria Linux Box in un fulgido Media Center.

Dove per Media Center si intende uno strumento per guardare/registrare la TV (non tutti ce la fanno però), per vedere filmati nei formati più disparati, per ascoltare musica (anche online perché no…) e scorrere le proprie gallerie di foto (con qualche effettino caruccio…)

MythTV

Il decano dei Media Center per Linux, straordinario per numero di opzioni, eccelle sopratutto in veste di iper-videoregistratore. Registra la TV anche quando non glielo si chiede esplicitamente! La flessibilità ha però un prezzo: MythTV non è per niente semplice da configurare.

Freevo

Se la gioca ‘quasi’ alla pari con MythTV. Sicuramente è meno ricco di opzioni avanzate ma, forse proprio per questo, più avvicinabile dai profani.

Beninteso: non è semplice nemmeno configurare Freevo e smadonnerete parecchio anche con lui.

GeeXboX

Un vero gioiellino, anzi un bijoux date le origini. Un LiveCD elegantissimo, dalle dimensioni ridottissime, dove c’è tutto quello che serve. Da provare assolutamente.

Elisa

Da Fluendo, la software house di GStreamer, uno degli ultimi nati. Elisa a onor del vero è un prodotto ancora piuttosto acerbo e, nel recente passato, ha avuto un paio di rilasci problematici. Ciò detto, il progetto è estremamente promettente e merita di essere seguito con attenzione.

Entertainer

Per certi versi simile ad Elisa è il prodotto in assoluto più giovane. Al momento è parecchio difficile riuscire a farlo funzionare. Forse è il caso di salvare un segnalibro e ripassare tra qualche mese. Come Elisa anche Entertainer non supporta, per ora, nessuna scheda TV.

XMBC

In origine nasce per XBOX ma gli sviluppatori stanno lavorando al porting su Linux.

LinuxMCE

Su LinuxMCE c’è ben poco da dire. Guardate il filmato e stupitevi di cosa si posso fare con Linux! L’ho messo in fondo al post non perché sia valga meno degli altri ma solo perché è molto di più di un semplice Media Center. LinuxMCE è a tutti gli effetti una (la prima?) distribuzione orientata alla domotica. Da provare!



In questa microguida si dà per scontato che siano installati correttamente i driver per il supporto 3D e che questo funzioni.

Per cominciare: rimuovere tutti i pacchetti che hanno a che fare con compiz e con emerald (quest’ultimo in particolare può dare parecchie rogne).
Per sapere quali sono si possono usare i comandi:

rpm -qa |grep compiz
rpm -qa |grep emerald

Una volta fatta pulizia:

  • installare yast2-meta-package
  • aprire Konqueror e andare su questo sito
  • nella form di ricerca inserire la stringa compiz-git-all
  • cliccare su “Install Now”

Con un solo click avremo configurato il repository e portato a termine l’installazione.
Per lanciare compiz (con kwin) da riga di comando digitare:

compiz --replace ccp & kde-window-decorator --replace

per usare emerald invece:

compiz --replace ccp & emerald --replace

Se si vuole provare il nuovo configuratore grafico invece, il comando è:

ccsm &



Premessa: la presente guida è rivolta esclusivamente ai (fortunati?) possessori di schede NVIDIA.

Anzitutto si devono installare i driver proprietari della scheda video. Il metodo più semplice per chi utilizza la distribuzione “amica del demonio” è quello di aggiungere il repository NVIDIA al proprio gestore di pacchetti preferito. Parentesi: sul modo di gestire la gestione (mi si perdoni il bisticcio) dei pacchetti da parte di openSUSE ci sarebbe da dire molto ( e sarebbe un maledire più che altro ). Comunque dopo avere provato alcuni packet manager sono approdato a zypper, che non mi dispiace.

Per aggiungere il repository di NVIDIA come utente root digitare in konsole
zypper sa ftp://download.nvidia.com/opensuse/10.2/ nvidia

Per installare i pacchetti che ci servono
zypper install nvidia-gfx-kmp-default x11-video-nvidia

Per riconfigurare Xorg digitiamo
Sax2 -r

E infine abilitiamo le estensioni composite necessarie
nvidia-xconfig --composite
nvidia-xconfig --allow-glx-with-composite
nvidia-xconfig --render-accel
nvidia-xconfig --add-argb-glx-visuals

Ora siamo pronti per installare Beryl (nell’attesa che Compiz Fusion sia pronto a sostituirlo)

Aggiungiamo un altro repo a zypper
zypper sa http://ftp.skynet.be/pub/software.opensuse.org/X11:/XGL/openSUSE_10.2/ xgl

I pacchetti che ci servono sono questi:

  • beryl-core
  • beryl-plugins
  • emerald
  • emerald-themes
  • aquamarine
  • beryl-settings
  • beryl-manager

Per installarli usiamo di nuovo zypper
zypper in beryl-core beryl-plugins emerald emerald-themes aquamarine beryl-settings beryl-manager

Se tutto fila liscio, dopo aver riavviato Xorg con un (chi ha davvero molto tempo da perdere può optare per il riavvio del sistema) possiamo lanciare Beryl così:
beryl-manager &


Qualche allegro progettista in RAI deve aver pensato che agli utenti Linux (che, fino a prova contraria, pagano il canone come tutti gli altri) non interessino i filmati di Rai.tv e muovendo da questa sagace intuizione s’è inventato l’ennesimo servizio progettato col culo. Probabilmente costui non ha mai visto un filmato su Youtube o su Google Video o su DailyMotion o su … ma molto più probabilmente è tornato ieri dal 1988 e s’è perso due o tre cosette.

Che dire: complimentoni! E’ bello sapere che si spendono milioni di euro per servizi che escludono dalla loro fruizione una parte consistente di utenti senza nessunissimo motivo (tecno)logico plausibile.

Fortunatamente la comunità ha mille risorse e seguendo le istruzioni che trovate qui riuscirete a vedere i filmati di Rai.tv anche con Firefox e Linux.

Ringrazio Timothy Redaelli ma vorrei che un giorno non ci fosse più bisogno di hack come il suo e che ci fosse un po’ più di attenzione agli standard e un po’ meno alle lusinghe di qualche commerciale.

Aggiornamento: scopro ora che è stata lanciata un’iniziativa di protesta. La ritengo più che legittima e invito tutti a inviare a rai-net@rai.it e a istruzioni@rai.it una mail con il testo seguente.

Salve,

ho visitato il nuovo sito http://www.rai.tv. Utilizzo come sistema operativo GNU/Linux e mi è stato impossibile fruire dei contenuti video poichè essi utilizzano la tecnologia ActiveX.

http://www.rai.tv è un servizio pubblico, dovrebbe essere accessibile da chiunque utilizzando qualsiasi sistema operativo. Così come è possibile vedere i programmi televisivi della Rai con qualsiasi televisore, indipendentemente dalla marca o dalle specifiche caratteristiche tecniche.

La scelta di utilizzare ActiveX danneggia il servizio http://www.rai.tv stesso perchè preclude l’accesso non solo agli utenti GNU/Linux, che sono in aumento, ma anche agli utenti Windows che utilizzano il browser Firefox. Il plugin proposto (http://www.iol.ie/~locka/mozilla/plugin.htm#download) infatti non è disponibile per le ultime versioni di Firefox, costringendo perciò gli utenti ad utilizzare versioni vecchie, ritenute ormai insicure del browser.

La scelta di utilizzare ActiveX è in contrasto con le direttive di accessibilità promosse dal W3C (http://www.w3.org/TR/WAI-WEBCONTENT/).

In sostanza la scelta di utilizzare ActiveX limita l’accessibilità ad un servizio pubblico, un servizio che tutti contribuiscono a pagare – anche chi utilizza il sistema operativo GNU/Linux – e di cui tutti devono poter usufruire – anche chi utilizza il sistema operativo GNU/Linux -.

Io NOME e COGNOME chiedo perciò che tutti i contenuti multimediali presenti su http://www.rai.tv siano resi disponibili attraverso tecnologie e formati accessibili anche con il sistema operativo GNU/Linux e il browser Firefox.

Rivendico il diritto ad usufruire di un servizio pubblico attraverso le tecnologie che ritengo più sicure.

NOME e COGNOME
INDIRIZZO CITTA’


Se si vuole evitare il licenziamento un buon inizio è quello di salvare SEMPRE una copia dei file di configurazione, più o meno critici, che si stanno editando. Secondo me ‘cp‘ e ‘date’ assieme stanno benone e danno il vantaggio di imbastire un rudimentale sistema di controllo delle revisioni.

Quando mi tocca editare un file critico prima lanciare vim ne faccio una copia così:
cp drbd.conf drbd.conf.`date +%Y%m%d%H%M`

Il risultato somiglia a questo

ls -l /etc/drbd.conf
-rw-r--r-- 1 root root 2729 Jun 12 16:47 /etc/drbd.conf
-rw-r--r-- 1 root root 1819 Jun 12 16:29 /etc/drbd.conf.200706121629
-rw-r--r-- 1 root root 1800 Jun 12 16:29 /etc/drbd.conf.200706121809




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