Installare Zabbix Server 4.0 su CentOS 7

Zabbix è un software libero per il monitoraggio di reti e vari sistemi informatici, atto a tracciare lo stato di server e servizi di rete correlati. Ideato dal programmatore russo Alexei Vladishev, è rilasciato sotto i termini della GNU General Public License versione 2.

da Wikipedia

Installazione di Apache e PHP

Passaggi preliminari.

yum -y install httpd php
systemctl start httpd
systemctl enable httpd

Configurazione dei repository ufficiali

Non esistono versioni di Zabbix nei repository di CentOS, dobbiamo quindi configurare il repository ufficiale, per farlo usiamo il comando che segue.

rpm -Uvh https://repo.zabbix.com/zabbix/4.0/rhel/7/x86_64/zabbix-release-4.0-1.el7.noarch.rpm

Installazione di Zabbix

Ora possiamo installare il server, l’agent e i pacchetti che servono al funzionamento dell’interfaccia web. Nell’esempio che segue si fa riferimento alla versione che utilizza MySQL/MariaDB, nel caso si voglia utilizzare PostgreSQL i pacchetti saranno, ovviamente, diversi.

yum install zabbix-server-mysql zabbix-web-mysql zabbix-agent 

Installazione e configurazione di MariaDB

Installiamo e configuriamo il database.
NOTA BENE: sicuramente non è una buona idea usare la password del mio esempio.

yum -y install mariadb-server

systemctl start mariadb
systemctl enable mariadb

mysql_secure_installation

mysql -uroot -p

mysql> create database zabbix character set utf8 collate utf8_bin;
mysql> grant all privileges on zabbix.* to zabbix@localhost identified by 'password';
mysql> quit;

Popoliamo il database appena creato

zcat /usr/share/doc/zabbix-server-mysql*/create.sql.gz | mysql -uzabbix -p zabbix

Configurazione di Zabbix

Ora è necessario modificare il file di configurazione /etc/zabbix/zabbix_server.conf aggiungendo la password che abbiamo scelto in precedenza.

DBPassword=password

Configurazione di PHP

Occorre modificare anche un parametro nel file /etc/httpd/conf.d/zabbix.conf

php_value date.timezone Europe/Rome

Abilitazione e avvio dei servizi

Abilitiamo i servizi e avviamoli

systemctl restart zabbix-server zabbix-agent httpd
systemctl enable zabbix-server zabbix-agent httpd

Configurazione firewall

Apriamo le porte del firewall necessarie al funzionamento dei servizi.

firewall-cmd --permanent --add-port=10050/tcp
firewall-cmd --permanent --add-port=10051/tcp
firewall-cmd --permanent --add-port=80/tcp
systemctl restart firewalld

Gli ultimi passaggi sono piuttosto intuitivi e si portano a termine usando l’interfaccia web. La url sarà qualcosa di simile a http://nostroserver/zabbix.

Installare Ansible su Ubuntu 18.04 LTS


Ansible è un software libero che consente di automatizzare le procedure di configurazione e gestione sui sistemi unix-like e Windows

Da Wikipedia

Vediamo velocemente come installare Ansible su Ubuntu 18.04 LTS:

$ sudo apt-get update
$ sudo apt-get install software-properties-common
$ sudo apt-add-repository --yes --update ppa:ansible/ansible
$ sudo apt-get install ansible

Verifichiamo che funzioni tutto

$ ansible --version

Cancellare una singola entry nella history della Bash

Avete appena scritto la vostra password supersegreta per accedere a RHN (magari usando rhn-channel…) e non volete cancellare tutta l’history.
Si può fare.
Così:

1. Individuare la/le riga/he che vi interessa rimuovere lanciando il comando history senza opzioni

2. Usare il comando history con l’opzione -d più il numero della riga da cancellare

history -d 340

3. Salvare la modifica appena fatta

history -w

Autojump: per zompare da una cartella all’altra

Autojump è uno di quei giochetti che una volta scoperti diventano essenziali e mancano tantissimo quando si finisce su una macchina che ne è sprovvista. In pratica, una volta installato, potrete anche scordarvi a cosa serve il comando cd.

Installarlo su Ubuntu 18.04 LTS è semplicissimo:

sudo apt-get install autojump

Ci manca ancora un passaggio per poterlo utilizzare in Bash: dobbiamo aggiungere la riga che segue al fondo del file .bashrc presente nella nostra home directory.

. /usr/share/autojump/autojump.sh

Riavviamo la sessione e vediamo se funziona tutto.

Per zompare in una cartella che contiene foo nel nome, a prescindere da dove si trovi e a patto che sia già stata visitata:

j foo

Bash completion per Vagrant

Siccome la prima virtù del buon sistemista deve essere la pigrizia, configuriamo l’autocompletamento per Vagrant in Bash. Per qualche strano motivo, pur essendo incluso nella distribuzione, il file non viene attivato.
Facciamolo noi.

cd /etc/bash_completion.d/
sudo cp /opt/vagrant/embedded/gems/2.2.3/gems/vagrant-2.2.3/contrib/bash/completion.sh .
sudo mv completion.sh vagrant

Riavviamo la sessione e dovrebbe funzionare tutto correttamente.

Installare Vagrant su Ubuntu 18.04 LTS

Per installare Vagrant su Ubuntu 18.04 LTS abbiamo due opzioni:

  • installare la versione presente nei repository ufficiali della nostra distribuzione, nel nostro caso Bionic Beaver;
  • installare l’ultima versione disponibile sul sito di HashiCorp; noi sceglieremo questa seconda strada.

Scarichiamo il pacchetto per Debian — non esiste una versione specifica per Ubuntu — da questa pagina.

wget https://releases.hashicorp.com/vagrant/2.2.3/vagrant_2.2.3_x86_64.deb

Installiamolo con il comando

sudo dpkg -i vagrant_2.2.3_x86_64.deb

Verifichiamo che tutto funzioni correttamente

$ vagrant --version
Vagrant 2.2.3

Avvio della prima VM con Vagrant

A questo punto, se abbiamo precedentemente installato VirtualBox (se non l’avete ancora fatto potete seguire questa guida), possiamo provare  a istanziare la nostra prima macchina virtuale:

$ vagrant init hashicorp/precise64
$ vagrant up

Il primo comando crea un file chiamato Vagrantfile nella cartella corrente, file necessario all’avvio di una virtual machine che, nel nostro esempio, eseguirà Ubuntu 12.04 LTS. L’ avvio verrà eseguito con il secondo comando.

Per collegarci in ssh alla nuova istanza il comando da eseguire è:

$ vagrant ssh

Per stoppare la nostra virtual machine il comando è:

$ vagrant halt

Per rimuoverla del tutto

$ vagrant destroy

Installare VirtualBox 6.0 su Ubuntu 18.04 LTS

Qualche giorno fa  è uscita la nuova major release di VirtualBox. Vediamo come installarla su Ubuntu 18.04  LTS

Per prima cosa dobbiamo importare le chiavi con cui sono firmati i pacchetti che andremo a scaricare

wget -q https://www.virtualbox.org/download/oracle_vbox_2016.asc -O- | sudo apt-key add -
wget -q https://www.virtualbox.org/download/oracle_vbox.asc -O- | sudo apt-key add -

Ora configuriamo il repository ufficiale

sudo sh -c 'echo "deb http://download.virtualbox.org/virtualbox/debian $(lsb_release -sc) contrib" >> /etc/apt/sources.list.d/virtualbox.list'

Aggiorniamo i repository

sudo apt update

E installiamo finalmente VirtualBox 6.0

sudo apt-get install virtualbox-6.0