Come cancellare l’history della bash

Se abbiamo la necessità di cancellare completamente l’history, vale a dire lo storico dei comandi che abbiamo impartito attraverso la shell, possiamo utilizzare il builtin history così:

history -c Se siamo un pochino paranoici ma non vogliamo privarci della comodità di avere quantomeno l’history per la sessione corrente, possiamo decidere di cancellare tutto una volta chiusa la shell.
Per cancellare l’history al logout dobbiamo aprire (o eventualente creare) nella nostra directory home il file .bash_logout
vi ~/.bash_logout E aggiungerci esattamente lo stesso comando che abbiamo visto prima history -c

Catturare screenshot da riga di comando

Oltre a registrare screencast, dalla riga di comando è anche possibile catturare singole schermate, per farlo è necessario il comando import, che fa parte della suite ImageMagick.

Per salvare un’immagine di tutto lo schermo dobbiamo aprire una finestra di terminale e digitare
import -window root nome-a-caso.pngPossiamo anche salvare schermate di un server remoto, ed è qui, a mio avviso la realte utilità del comando. Se siamo collegati in remoto il comando sarà leggermente diverso e useremo l’opzione -display
import -window root -display :0 nome-a-casso.pngNOTA: il server remoto ovviamente deve eseguire una sessione grafica!

Con import si può scegliere di salvare screenshot di una singola finestra, per poterlo fare occorre conoscere l’id della finestra. Ecco come fare:

  1. Per prima cosa si lancia xwininfo e si seleziona la finestra. Otterremo una grande quantità di informazioni, quella che ci interessa è il Window id, copiamolo e usiamolo così con import.
  2. import -window 0x3200008 test.png

Eliminare il box di ricerca dai video di Youtube

Da qualche giorno vi sarete accorti che sui video embeddati da Youtube è comparso un box di ricerca. A me piace davvero poco. Peraltro non mi sembra che abbia molto senso mostrarlo all’inizio di un video.
Fortunamente esiste la possibilità per eliminarlo: basta aggiungere l’opzione &showsearch=0 al fondo della stringa che identifica il video. Vediamo un esempio:


In questo caso la stringa che identifica il video è:

embed src="http://www.youtube.com/v/XSXoap2h3Mw&hl=it&fs=1"

Linkiamo ora la seconda parte del video, un tutorial su Vim, questo volta però, nascondendo il box di ricerca.


In questo caso la stringa diventa

embed src="http://www.youtube.com/v/dsKGMxoydCc&hl=it&fs=1&showsearch=0"

Il modo più semplice per sapere su quale distro stiamo lavorando

Ho scoperto casualmente un comando che potrebbe tornare utile in diverse occasioni, il primo esempio che mi viene in mente è uno script che debba comportarsi in maniera diversa su distribuzioni diverse.
Il comando è questo:
lsb_release -is
Il risultato potrà essere ad esempio: Debian, Ubuntu, SUSE LINUX, CentOS ecc. ecc.
Con -i chiediamo l’identificativo per la distribuzione, mentre con il -s abbiamo scelto di avere un output short, senza intestazioni.

Altre opzioni interessanti sono:

  • -r per stampare il numero di release
  • -d che mostra una breve descrizione della distribuzione
  • -a che mostra tutte le informazioni disponibili

Convertire .img in immagini iso standard

Una segnalazione veloce veloce: il software in questione si chiama ccd2iso e serve a convertire le immagini create con CloneCD in .iso standard.
Per installarlo su Ubuntu dobbiamo fare così:
sudo aptitude install ccd2iso
Per usarlo la sintassi è questa:
ccd2iso file.img file1.iso
Il primo argomento è il file che vogliamo convertire, mentre il secondo è il nome che vogliamo assegnare al file convertito.

Ordinare un elenco di indirizzi ip da riga di comando

Mi è appena capitato di dover ordinare una lista piuttosto lunga di indirizzi ip. Si sa che il sysadmin di suo è fondamentalmente pigro, quindi nessuna voglia di farlo a manina. Dopo aver spulciato le pagine man di sort, ecco il comando che ne è venuto fuori:

sort -t . -k 1,1n -k 2,2n -k 3,3n -k 4,4n lista_di_ip
Una righetta facile facile da ricordare, non trovate? Proviamo a capire un po’ più in dettaglio che cosa fa.

  • Con il -t diciamo che vogliamo usare come separatore dei campi il punto (.)
  • Il -k serve a specificare la chiave di ordinamento, ne specifichiamo più di una in cascata: prima ordiniamo il campo uno fino al primo punto, poi il campo due e via di seguito.
  • -k 1,1n significa appunto dal primo campo (1) al (,) primo campo (1) effettua un ordinamento numerico (n). Lo stesso vale per il resto del comando.

Rinominare una cartella in Google Reader

Google Reader è uno strumento straordinario. Non so se è il miglior feed reader in circolazione, ma so che non ho bisogno di nessun altro feed reader. C’è una cosa però che davvero non capisco: l’ambiguità nell’uso di cartelle e tags, dalla quale deriva, a mio avviso, una cattiva gestione delle prime.

Guardate che giri bisogna fare per rinominare una cartella!

1. Aprire le Impostazioni di Google Reader e cliccare su Iscrizioni.


2. Filtrare per nome, usando il nome della cartella che vogliamo rinominare.


3. Otterremo la lista di tutti i feed assegnati a quella specifica cartella. Ora clicchiamo su Seleziona: Tutte le n sottoscrizioni e creiamo una nuova cartella, che sostituira quella che vogliamo rinominare.


4. Andiamo su Altre azioni – Aggiungi Tag e selezioniamo la cartella che abbiamo appena creato.


5. Ora sempre nello stesso menu selezioniamo Rimuovi Tag e abbiamo quasi finito.


6. Il vecchio tag risulterà vuoto e potremo quindi rimuoverlo nella vista Cartelle e Tag cliccando sull’icona del cestino.


Assurdamente complicato e controintuitivo.
Complimenti agli sviluppatori!

Embeddare un video di Youtube a partire da un certo punto

Se vogliamo inserire un video di Youtube sul nostro Blog/Sito a partire da un certo punto, ad es. per segare una presentazione, possiamo indicare al player il numero di secondi a partire dal quale iniziare la riproduzione.

Il parametro da aggiungere al codice embed è &start= seguito dal numero di secondi che vogliamo skippare.

Per esempio, in questo video dove Linus racconta le origini di Linux, ho saltato l’introduzione…

Questo è il codice che ho usato, notare il parametro in grassetto.

<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WVTWCPoUt8w&hl=it&fs=1&start=260“>

Purtoppo non possiamo tagliare a partire dalla fine. Per fare questo dobbiamo rivolgerci a un servizio web che si chiama Splitcd.

http://splicd.com/

Via | GoogleSystem

Registrare un desktop remoto con RecordMydesktop


Per prima cosa dobbiamo accedere al pc che esegue Linux, possiamo usare PuTTY se siamo su Windows, a questo punto possiamo lanciare il comandorecordmydesktop -display :0 -o prova.ogg

con l’opzione -display diciamo a recordmydesktop quale schermo registrare, con -o diamo un nome al file che altrimenti si chiamerebbe di default out.ogg.

Se non vogliamo sovraccaricare troppo la CPU della macchina possiamo aggiungere un paio di opzioni

recordmydesktop --quick-subsampling --zero-compression -display :0 -o prova.ogg

La prima opzione –quick-subsampling riduce leggermente la qualità della registrazione, mentre la seconda –zero-compression serve a disabilitare la compressione in cache.

Possiamo interrompere la registrazione in qualsiasi momento con un CTRL-C.
Bene: ora abbiamo il nostro bel file prova.ogg, per vederlo possiamo usare VLC. Se invece vogliamo convertirlo in avi, possiamo usare il comando

mencoder -idx prova.ogg -ovc lavc -oac mp3lame -o prova.avi

Risorse:

P.s. Io che sono buono non ho pensato nemmeno per un secondo agli usi truffaldini che si possono fare del comando (tenete conto che serve un accesso in console al pc remoto)… però però qualche scherzetto si potrebbe anche fare…