Cancellare una singola entry nella history della Bash

Avete appena scritto la vostra password supersegreta per accedere a RHN (magari usando rhn-channel…) e non volete cancellare tutta l’history.
Si può fare.
Così:

1. Individuare la/le riga/he che vi interessa rimuovere lanciando il comando history senza opzioni

2. Usare il comando history con l’opzione -d più il numero della riga da cancellare

history -d 340

3. Salvare la modifica appena fatta

history -w

Aggiornare un server Ubuntu LTS 10.04 dietro a un proxy

Quanto scritto di seguito vale, ovviamente, anche per le ultime release di Debian.

Appunto veloce veloce…

La soluzione più immediata è quella di scrivere questa riga nel nostro bel terminale
export http_proxy="http://nostro.proxy.it:3128" e lanciare il solito apt-get update && apt-get upgrade.
Bene sul momento, ma dovremo rifarlo tutte le volte (o valorizzare la variabile http_proxy per il nostro ambiente, cosa che forse non ci interessa fare). Se invece vogliamo aggiungere la configurazione del proxy per apt al nostro server Ubuntu (continuo a riferirmi alla versione server perché con l’ambiente grafico è tutto più semplice) è sufficiente creare il file proxy all’interno della cartella /etc/apt/apt.conf.d e scriverci dentro la riga seguente: Acquire::http::Proxy "http://nostro.proxy.it:3128";

Installare i VMware Tools su Debian 4.0

Per prima cosa dobbiamo verificare qual è la versione del kernel presente sul sistema e installare gli headers corrispondenti.

Ad es. (come utente root)
Usiamo uname -r per sapere qual è la versione corrente del kernel
uname -r
2.6.18-6-686
E installiamo gli headers.
apt-get install linux-headers-2.6.18-6-686 -y Per comodità creiamo il link simbolico /usr/src/linux così
ln -s /usr/src/linux-headers-2.6.18-6-686 /usr/src/linux Ora installiamo gcc. apt-get install gcc -y A questo punto basta copiare il tar.gz dei VMware Tools da qualche parte sul sistema, scompattare l’archivio e lanciare lo script ./vmware-install.pl che, dopo averci fatto accettare un tot di default, andrà a buon fine…

forse…

Scoprire in quale pacchetto si trova un file [Debian way]

Problema: siamo su Debian e stiamo cercando di compilare i sorgenti di Bugzilla (chiaramente è un caso del tutto teorico!), a un certo punto la compilazione dell’ennesima libreria perl si pianta perché manca un file, poniamo il caso (sempre del tutto teorico) che questo file si chiami gdlib-config. Che si fa? Possiamo sparare un po’ di apt-cache search a casaccio (soluzione poco elegante) o possiamo usare apt-file.

Per installarlo. apt-get install apt-file Per fargli aggiornare l’elenco dei file daremo un bel apt-file update A questo punto per cercare quel file maledetto che ci ha costretti a interrompere la compilazione basterà scrivereapt-file search gdlib-configScopriremo così che gdlib-config è contenuto nei pacchetti libgd2-xpm-dev e libgd2-noxpm-dev.

I volti dietro alle principali distribuzioni Linux

Vi siete mai chiesti che faccia hanno le persone che stanno dietro alla vostra distribuzione Linux? Eccovi l’album delle figurine delle distro Linux.

Ubuntu


Mark Richard Shuttleworth imprenditore Sudafricano con la passione dei viaggi spaziali (è stato il primo africano nello spazio), fondatore di Canonical, è sicuramente la rockstar del gruppo. Ha appena dichiarato che con i Desktop Linux non si fanno i soldi, ma è fermamente intenzionato a portare Ubuntu, la distribuzione per esseri umani, sui pc di tutto il mondo.

Debian


Ian Murdock
è invece il fondatore di Debian (la “ian” del nome l’ha messa lui, “deb” invece viene dal nome della fidanzata Debra).

Slackware


Patrick Volkerding
, fondatore e principale maintainer di Slackware. I suoi adepti lo chiamo The Man, L’uomo. Qualche tempo fa ha avuto seri problemi di salute che hanno fatto temere che la distribuzione storica per eccellenza potesse venire abbandonata. Fortunatamente si è ripreso.

Gentoo


Daniel Robbins
è l’uomo che dopo aver creato Gentoo è andato a lavorare per Microsoft! Ha resistito solo sei mesi. E’ un mago della documentazione.

Red Hat


Nella storia di Red Hat i volti degni di nota sono almeno tre: i due fondatori Marc Ewing (il primo a sinistra) e Bob Young (il tipo buffo che ricorda Woody Allen), e il kernel guru inglese Alan Cox (l’orco).

Mandriva


Gael Duval
non è più della partita, ma Mandriva, che una volta si chiamava Mandrake come ricorderete sicuramente tutti, resterà sempre la “sua” creatura. Ora si occupa di Ulteo.

Arch Linux


Judd Vinet
Canadese nato nel 1980, è il babbo di Arch Linux.
Manca qualcuno? Chi aggiungereste a questa lista?

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