Il blog di Linus (Torvalds)

Alla fine ne ha aperto uno anche lui, giovedì scorso.

Da questa intervista emerge che il buon Linus non ha ancora ben chiaro come lo utilizzerà, e cosa ci scriverà, ma il blog dovrebbe avere una dimensione, per così dire, familiare, con interventi “spot” anche della moglie.

Chissà se fra una release e l’altra del kernel il papà di Linux riuscirà a trovare il tempo di aggiornarlo; in ogni caso, prevedo un’impennata spaventosa dei flame…

Il promettente Linus

E’ sempre utile confrontarsi con chi la pensa diversamente da noi.
Cosa si deve pensare, però, della sciatteria di chi non si prende nemmeno la briga di verificare la grafia di un cognome?

Ammetto, e tollero, errori di ortografia e/o sintassi. Non mi infastidiscono più di tanto possibili refusi: ma una leggerezza come quella immortalata qui sotto è, francamente, inammissibile.

Ma chi diavolo dovrebbe essere Linus Toward?
Cosa costa fare una ricerchina veloce-veloce su Wikipedia?
Mah…

Richard Stallman: l’informatica infida

Richard Stallman: l’informatica infida: “(n.d.) n.d. – Da chi dovrebbe ricevere ordini il nostro computer? La maggior parte della gente ritiene che il computer dovrebbe obbedire all’utente, non a qualcun altro. Con un progetto denominato “informatica fidata” (trusted computing), le grandi aziende mediatiche, incluse l’industria cinematografica e quella musicale, insieme ad aziende informatiche quali Microsoft e Intel, stanno cercando di fare in modo che il computer obbedisca a loro anziché all’utente. (La versione Microsoft di tale sistema si chiama “Palladium”). Alcuni programmi proprietari presentavano già delle funzioni infide, ma tale progetto le renderebbe universali.

Software proprietario significa, fondamentalmente, che l’utente non può controllarne le funzionalità; né può studiarne il codice sorgente o modificarlo. Non deve sorprendere il fatto che qualche sagace imprenditore trovi il modo di usare il proprio potere per metterci in svantaggio. Microsoft lo ha fatto parecchie volte: una versione di Windows era progettata per segnalare a Microsoft tutto il software presente sul”