Installare Adobe Air su Fedora 11

Per prima cosa dobbiamo scaricare l’ultima versione disponibile dal sito di Adobe. Aprire una finestra di terminale e modificare i permessi del file .bin chmod +x AdobeAirInstaller.bin Ora possiamo eseguirlo, preceduto da punto e backlash sudo ./AdobeAirInstaller.bin Otterremo questo simpatico errore.


Il problema non c’entra niente coi permessi (anche perché ho usato sudo), c’entra invece con una serie di dipendenze mancanti. Possiamo risolverle così: yum -y install xterm gtk2-devel gnome-keyring libxml2-devel libxslt rpm-devel nss Attenzione: in un sistema a 64-bit dovremo comunque installare i pacchetti a 32, indicando l’architettura esplicitamente: sudo yum install gtk2-devel.i586 libxml2-devel.i586 rpm-devel.i586 libxslt.i586 nss.i586 gnome-keyring.i586 Ora dovrebbe andare

Passare da Fedora 10 a Fedora 11

Come saprete sicuramente, oggi è stata rilasciata Fedora 11 (nome in codice Leonidas). Per aggiornare dalla release 10 alla 11 basta seguire questi semplici passi.

Attenzione: l’operazione ha un certo margine di rischio quindi dovete assicurarvi di avere un backup di tutti i dati a cui tenete. Siete stati avvertiti, se perdete qualcosa di importante sono affari vostri.

Per prima cosa dobbiamo installare tutti gli aggiornamenti per la 10, da terminale lanciamo il comando
sudo yum -y update
yum clean all
Se l’operazione precedente ha aggiornato anche il kernel dovete riavviare il sistema. Passiamo ora all’aggiornamento vero e proprio
sudo yum install preupgrade
preupgrade
Si aprirà questa comoda interfaccina che vi guiderà fino alla fine dell’aggiornamento.



Se il vostro sistema non dispone di interfaccia grafica il comando da eseguire sarà
preupgrade-cli

Scoprire in quale pacchetto si trova un file [Red Hat way]

Dopo aver visto come si fa a sapere in quale pacchetto .deb – non ancora installato – si trova un file che ci serve, vediamo come risolvere lo stesso problema sui sistemi che usano yum. Nell’esempio per debian abbiamo cercato il file gdlib-config, cerchiamolo anche su CentOS: yum whatprovides *gdlib-config
...
gd-devel.i386 : The development libraries and header files for gd
È necessario usare l’asterisco perché il comando yum whatprovides si aspetta di ricevere come argomento un path completo, possiamo scriverlo infatti anche così yum whatprovides /usr/bin/screen
...
screen.i386 : A screen manager that supports multiple logins on one terminal

Configurare yum per collegarsi dietro a un proxy

Se il server non è connesso direttamente a internet avremo bisogno di indicare a yum il proxy da utilizzare. Per farlo dobbiamo modificare il file /etc/yum.conf e aggiungergli al fondo (o dove meglio crediamo, la posizione non è importante) una riga come questa proxy=http://proxy.dominio.it:3128Se il proxy richiede l’autenticazione dobbiamo valorizzare anche le variabili proxy_username e proxy_password come nell’esempio che segue proxy=http://proxy.dominio.it:3128
proxy_username=pippo
proxy_password=nonteladico

Installare un gruppo di pacchetti con Yum


Yum è il gestore di pacchetti di default delle ultime versioni di Red Hat Enterprise Linux, CentOS e Fedora. In sostanza è l’analogo di apt.

Vediamo come si installa un intero gruppo di pacchetti

1. Elenchiamo i gruppi disponibili
yum grouplist
2. Ok, nel mio elenco c’è un bel gruppo che si chiama “Clustering”, sembra interessante, vediamo un po’ cosa c’è dentro
$ yum groupinfo "Clustering"

Group: Clustering
Description: Clustering Support.
Default Packages:
clustermon
conga-devel
ricci
system-config-cluster
ipvsadm
piranha
cluster-snmp
modcluster
ricci-modcluster
cluster-cim
rgmanager
luci

3. È esattamente quello che cercavo: luci, ricci, piranha e conga… si installa di corsa!
yum groupinstall "Clustering"
4. Mi sono sbagliato, e poi tutte quelle bestie nel case mi spaventano un po’. Ranziamo via tutto
yum groupremove "Clustering"
E ora, per finire, si potrebbe imbastire una bella flame war con i talebani di apt… Uhm.. m’importa sega…

Configurare il servizio ntp su Redhat / CentOS

Ovvero “sincronizziamo i nostri orologi!”

E’ importante che le date dei nostri server siano sincronizzate, se non lo fossero la lettura dei log di sistema risulterebbe molto più difficile e rischierebbe di rivelarsi del tutto inutile.

Fortunamente Linux ci offre tutti gli strumenti per gestire al meglio la sincronizzazione degli orologi si sistema. Vediamo come installarli e farli funzionare.

Il pacchetto da installare e ntp

Vediamo un po’ di che si tratta

# yum info ntp
Description:
The Network Time Protocol (NTP) is used to synchronize a computer's
time with another reference time source. The ntp package contains
utilities and daemons that will synchronize your computer's time to
Coordinated Universal Time (UTC) via the NTP protocol and NTP servers.
The ntp package includes ntpdate (a program for retrieving the date
and time from remote machines via a network) and ntpd (a daemon which
continuously adjusts system time).

Install the ntp package if you need tools for keeping your system's
time synchronized via the NTP protocol.

Esattamente quello che ci serve; procediamo quindi con l’installazione

# yum install ntp

Ora inseriamo nel file di configurazione del demone i Time Server a cui richiederemo l’ora esatta
# vi /etc/ntp.conf

Questi sono quelli presenti di default nel mio file di configurazione
# --- OUR TIMESERVERS -----
server 0.pool.ntp.org
server 1.pool.ntp.org
server 2.pool.ntp.org

Una volta aggiunti i server non resta che avviare il servizio e configurarlo perché parta ad ogni riavvio del sistema.

# service ntpd start
# chkconfig ntpd on

Il pacchetto ntp comprende anche alcune utilità per interrogare manualmente i time server. Per verificare che tutto funzioni correttamente possiamo usare ntpq così

ntpq -p

L’output dovrebbe essere simile a questo

     remote           refid      st t when poll reach   delay   offset  jitter
==============================================================================
*ntp1.inrim.it .IEN. 1 u 58 256 377 0.226 0.652 0.032
+ntp2.inrim.it .IEN. 1 u 71 256 377 0.217 0.638 0.037

Se è così abbiamo configurato correttamente il servizio.

Aggiornare il sistema con yum ignorando le dipendenze mancanti

Tenere aggiornati i sistemi è uno dei compiti principali di un System Administrator. Se abbiamo installato pacchetti da repository non ufficiali può capitare però che yum non riesca a risolvere alcune dipendenze e si blocchi del tutto, restituendo un errore.

Per poter comunque aggiornare il sistema, tralasciando i pacchetti che hanno problemi di dipendenze, possiamo utilizzare il plugin per yum yum-skip-broken.

Per installarlo:

yum install yum-skip-broken.noarch

Per aggiornare il sistema ora basterà aggiungere l’opzione –skip-broken, come nell’ esempio seguente:

yum update --skip-broken

Rilasciata Fedora 9

Anche se l’hype di Ubuntu rischia di travolgere il mondo Linux, fortunatamente le altre comunità continuano a lavorare e a proporci rilasci di qualità.

E’ il caso di Fedora Core 9 che è stata presentata ieri pomeriggio.
Fra le novità di maggiore interesse un nuovo gestore dei pacchetti: PackageKit che dovrebbe semplificare la vita degli utenti alle prime armi.

Fedele alla sua tradizione la distribuzione free sponsorizzata da Red Hat, presenta le ultime versioni dei principali software opensource: troviamo il controverso Firefox 3 beta 5, OpenOffice.org 2.4, Compiz 0.7.2, mentre come ambiente desktop si può scegliere tra Gnome 2.22 e Kde 4;

Le immagini ISO di Fedora 9 si possono scaricare da questa pagina, ma solo dopo aver letto fino all’ultima riga le note di rilascio 😉