Configurare il servizio ntp su Redhat / CentOS

Ovvero “sincronizziamo i nostri orologi!”

E’ importante che le date dei nostri server siano sincronizzate, se non lo fossero la lettura dei log di sistema risulterebbe molto più difficile e rischierebbe di rivelarsi del tutto inutile.

Fortunamente Linux ci offre tutti gli strumenti per gestire al meglio la sincronizzazione degli orologi si sistema. Vediamo come installarli e farli funzionare.

Il pacchetto da installare e ntp

Vediamo un po’ di che si tratta

# yum info ntp
Description:
The Network Time Protocol (NTP) is used to synchronize a computer's
time with another reference time source. The ntp package contains
utilities and daemons that will synchronize your computer's time to
Coordinated Universal Time (UTC) via the NTP protocol and NTP servers.
The ntp package includes ntpdate (a program for retrieving the date
and time from remote machines via a network) and ntpd (a daemon which
continuously adjusts system time).

Install the ntp package if you need tools for keeping your system's
time synchronized via the NTP protocol.

Esattamente quello che ci serve; procediamo quindi con l’installazione

# yum install ntp

Ora inseriamo nel file di configurazione del demone i Time Server a cui richiederemo l’ora esatta
# vi /etc/ntp.conf

Questi sono quelli presenti di default nel mio file di configurazione
# --- OUR TIMESERVERS -----
server 0.pool.ntp.org
server 1.pool.ntp.org
server 2.pool.ntp.org

Una volta aggiunti i server non resta che avviare il servizio e configurarlo perché parta ad ogni riavvio del sistema.

# service ntpd start
# chkconfig ntpd on

Il pacchetto ntp comprende anche alcune utilità per interrogare manualmente i time server. Per verificare che tutto funzioni correttamente possiamo usare ntpq così

ntpq -p

L’output dovrebbe essere simile a questo

     remote           refid      st t when poll reach   delay   offset  jitter
==============================================================================
*ntp1.inrim.it .IEN. 1 u 58 256 377 0.226 0.652 0.032
+ntp2.inrim.it .IEN. 1 u 71 256 377 0.217 0.638 0.037

Se è così abbiamo configurato correttamente il servizio.

Aggiornare il sistema con yum ignorando le dipendenze mancanti

Tenere aggiornati i sistemi è uno dei compiti principali di un System Administrator. Se abbiamo installato pacchetti da repository non ufficiali può capitare però che yum non riesca a risolvere alcune dipendenze e si blocchi del tutto, restituendo un errore.

Per poter comunque aggiornare il sistema, tralasciando i pacchetti che hanno problemi di dipendenze, possiamo utilizzare il plugin per yum yum-skip-broken.

Per installarlo:

yum install yum-skip-broken.noarch

Per aggiornare il sistema ora basterà aggiungere l’opzione –skip-broken, come nell’ esempio seguente:

yum update --skip-broken

Le migliori risorse online per Red Hat/CentOS

Aspettando la prossima release, ecco una selezione delle migliori fonti di documentazione per Red Hat e CentOS.

Ho scelto di separare le risorse ma, dal momento che CentOS altro non è se non la ricompilazione dei sorgenti di Red Hat, in molti casi la documentazione è valida per entrambe le distro.

Redhat
CentOS

Se ne conoscete altre linkatele nei commenti.

Quanto dovremo aspettare per il rilascio di CentOS 5.2?

Prima di essere travolto dalle richieste sull’uscita di CentOS 5.2, Tim Verhoeven gioca d’anticipo e prova a prevedere la data del possibile rilascio.
L’occasione è buona anche per raccontare come nasce la più importante derivata di Red Hat Enterprise Linux.

I passi che evidenzia sono:

  • la rimozione di tutti i riferimenti a Red Hat
  • la ricompilazione di tutti i sorgenti rpm sia per i386 sia per x86_64
  • Test QA
  • Creazione dei media di installazione
  • Altri test sui media di installazione
  • Stesura e traduzione delle note di rilascio

Tipicamente questo processo dura tra le tre e le quattro settimane, quindi con ogni probabilità, potremo scaricare CentOS 5.2 a partire dal 14 giugno o giù di lì.

Configurare sendmail per l’invio della posta


Sulle distribuzione derivate da Red Hat il programma di posta installato di default è sendmail. Vediamo quali sono i passi per poter inviare posta all’esterno.

La direttiva SMART_HOST dice a sendmail di reindirizzare tutta la posta in uscita attraverso un altro server invece di consegnarla direttamente. Per modificare la configurazione di sendmail occorre avere il pacchetto sendmail-cf. Per sapere se è installato usiamo il comando:
rpm -qa |grep sendmail-cf
Se non è presente possiamo installarlo con il comando:
yum install -y sendmail-cf
Ora possiamo modificare il file di configurazione /etc/mail/sendmail.mc e decommentare la riga dove compare la stringa SMART_HOST.

NOTA BENE: I commenti hanno una forma assurda del tipo “dnl #”

Prima della modifica

dnl define(`SMART_HOST’,`smtp.your.provider’)

Dopo la modifica

define(`SMART_HOST’,`postaserver.mio.it’)

A questo punto si può ricostruire il file sendmail.cf con il comando seguente
m4 sendmail.mc > sendmail.cf
forzare il server a rileggere la configurazione e testare il tutto
service sendmail reload
mail -s "Test" mioindirizzo@ciao.it

NOTA: per uscire dalla composizione basta scrivere un punto “.” in una riga vuota e dare invio.

RPM 5.0 sta arrivando

“Doppio regalo per la comunità di RPM: in occasione del suo decimo compleanno è stata presentata la roadmap che condurrà alla versione 5.0 del noto formato di pacchettizzazione ed è stato inaugurato il nuovo dominio rpm5.org; sfortunatamente non si tratta dell’RPM adottato da Red Hat & soci ma di quello ‘ufficioso’, portato avanti in maniera totalmente personale dal primo sviluppatore del progetto ed ex-dipendente del ‘cappello rosso’, Jeff Johnson.”

Da da OSSblog:

Rilasciata la beta 1 di Red Hat Enterprise Linux

Rilasciata la beta 1 di Red Hat Enterprise Linux: “Red Hat Enterprise Linux è la distribuzione rilasciata da Red Hat e dedicata al mondo aziendale. Il team di sviluppo di questo prodotto ha appena rilasciato la prima versione beta di Red Hat Enterprise Linux 5. Potete visitare questa pagina per leggere il comunicato di Red Hat, oppure fare il download della distribuzione da uno dei mirror.
Fonte notizia: Linux Valley”