
Alla fine però, pare che non l’abbia comperato.
Via | Linux Magazine

Alla fine però, pare che non l’abbia comperato.
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Questa volta l’attesa è stata molto più breve. A distanza di meno di due mesi su alcuni mirror è già disponibile la versione 5.4 della più famosa fra le derivate di Red Hat. Per conoscere quali sono le principali novità (KVM!) rispetto alla versione precedente vi rimando alle Releases Notes.
Si sa che i sysadmin sono pigri, ma in questo caso forse si è esagerato un pochino…
Le due righe di codice per realizzare l’ingegnoso sistema, su Linux, Windows e Mac OS, le trovate a questo indirizzo.

Se si usano postazioni diverse (e magari sistemi operativi diversi) Dropbox è uno strumento assolutamente essenziale.
sudo yum install bzip2 wget make gtk+-devel libnotify-devel nautilus-extensions nautilus-devel gnome-vfs2-devel compat-glibc-headers compat-glibc gnome-desktop-devel Molto probabilmente alcuni di questi pacchetti saranno già presenti. Creiamo ora, se non esiste già, una sottodirectory nella nostra home che chiameremo bin e scarichiamo dbcli.py, lo script che lancerà l’installazione vera e propria. mkdir -p ~/bin; cd ~/bin; wget https://dl.getdropbox.com/u/43645/dbcli.py Convertiamo il file per Unix dos2unix ~/bin/dbcli.py; chmod +x ~/bin/dbcli.py Ora aggiungiamo “25” al fondo della prima riga del file, in modo che risulti così: #!/usr/bin/python25 Ora dobbiamo scaricare Python 2.5 da questo sito, i pacchetti sono fatti in modo da non sovrapporsi alla versione di ufficiale di Python distribuita da Red Hat (o CentOS) di conseguenza si possono installare con una certa tranquillità.mkdir -p ~/tmp/python25; cd ~/tmp/python25; for PACKAGE in python25-2.5.1-bashton1.i386.rpm python25-debuginfo-2.5.1-bashton1.i386.rpm python25-devel-2.5.1-bashton1.i386.rpm python25-libs-2.5.1-bashton1.i386.rpm python25-test-2.5.1-bashton1.i386.rpm python25-tools-2.5.1-bashton1.i386.rpm tkinter25-2.5.1-bashton1.i386.rpm; do wget http://mirrors.geekymedia.com/centos/$PACKAGE; done Installiamoli cd ~/tmp/python25 && sudo yum --nogpgcheck localinstall *.rpm Ora c’è tutto quello che serve. Non ci resta che lanciare lo script python, se il sistema è a 64bit dobbiamo sostituire “x86” con “x86_64” ~/bin/dbcli.py install x86 Finito. Dovremmo avercela fatta e l’icona dovrebbe comparire nel Pannello di Gnome.

Non ci resta che abilitare l’avvio automatico a ogni login. System » Preferences » More Preferences » Sessions e aggiungere /home/nostroutente/.dropbox-dist/dropboxd Come nell’ immagine seguente

Via | Dropbox wiki
Problema: voglio sapere qual è la versione in uso del driver della scheda di rete wireless.
Soluzione: da riga di comando uso modinfo così: modinfo nomedelmodulo Nel mio caso modinfo rt2860sta E questo è l’output filename: /lib/modules/2.6.31-12-generic/kernel/drivers/staging/rt2860/rt2860sta.ko
version: 1.8.1.1
license: GPL
srcversion: 1C1D2752CED2C3EC1543E1D
alias: pci:v00001A3Bd00001059sv*sd*bc*sc*i*
alias: pci:v00001814d00000781sv*sd*bc*sc*i*
alias: pci:v00001814d00000701sv*sd*bc*sc*i*
alias: pci:v00001814d00000681sv*sd*bc*sc*i*
alias: pci:v00001814d00000601sv*sd*bc*sc*i*
depends:
staging: Y
vermagic: 2.6.31-12-generic SMP mod_unload modversions 586
parm: mac:rt28xx: wireless mac addr (charp)
Un’ altra dimostrazione della potenza della riga di comando di Linux e degli strumenti che su di essa si appoggiano.Con la stringa che segue (che usa curl) è possibile controllare quali sono i messaggi ancora da leggere nella nostra casella GMail. Basta sostituire username con il vostro nome utente. Ecco il comando: curl -u username --silent "https://mail.google.com/mail/feed/atom" | perl -ne 'print "\t" if //; print "$2\n" if /(.*)/;' Ricordare tutta ‘sta roba non è semplicissimo, lo so, ma una volta copiata ed eseguita, basterà richiamarla dall’ history così !curl o creare un alias.
Mi sono imbattut in questo servizio interessante di RaiNews24. La prima Cracca al Tesoro italiana (svoltasi a luglio ad Orvieto) è l’occasione per fare il punto sulla sicurezza delle reti wireless con alcuni esperti qualificati. Stupefacente anche (rispetto a quanto di solito si legge e si ascolta su questi temi) la competenza del giornalista che ha realizzato il servizio.
Per quelli che non han voglia/tempo di vederlo per intero, riassumo: ci sono ancora diverse reti sprotette e sproteggibili in due minuti (WEP) per cui passate a WPA con password considervolmente lunga da cambiare ogni sei mesi.
Quei simpaticoni (e romanticoni) degli sviluppatori di Google Reader hanno nascosto nel codice una sorpresina. Per vedere l’Easter Egg la sequenza di tasti da pigiare è:
Freccia Su, Freccia Su, Freccia Giù, Freccia Giù, Freccia Sinistra, Freccia Destra, Freccia Sinistra, Freccia Destra, b, a
Ed ecco un video che mostra di cosa stiamo parlando
Per prima cosa dobbiamo scaricare l’ultima versione disponibile dal sito di Adobe. Aprire una finestra di terminale e modificare i permessi del file .bin chmod +x AdobeAirInstaller.bin Ora possiamo eseguirlo, preceduto da punto e backlash sudo ./AdobeAirInstaller.bin Otterremo questo simpatico errore.

Il problema non c’entra niente coi permessi (anche perché ho usato sudo), c’entra invece con una serie di dipendenze mancanti. Possiamo risolverle così: yum -y install xterm gtk2-devel gnome-keyring libxml2-devel libxslt rpm-devel nss Attenzione: in un sistema a 64-bit dovremo comunque installare i pacchetti a 32, indicando l’architettura esplicitamente: sudo yum install gtk2-devel.i586 libxml2-devel.i586 rpm-devel.i586 libxslt.i586 nss.i586 gnome-keyring.i586 Ora dovrebbe andare

find . -type l